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Ricordi di Bruno Pellegrini uno dei storici partecipanti alla spedizione del luglio 1964, quando fu raggiunta quota —600m e nella quale perse la vita una speleologa, una delle due prime donne che presero parte alle fasi esplorative nell'abisso.

 

 

 

 
  Spedizione del luglio 1964: per la prima volta si utilizza un argano a motore per la discesa e la salita di uomini e materiali nel primo pozzo
foto © splugadellapreta.it

Domenica 19 giugno 2005

Dopo 41 anni ho riprovato l’emozione di scendere il primo grande pozzo della Spluga della Preta, grazie alle attrezzature montate dagli speleo sulla dolina di ingresso alla Spluga, per calare nel P.131 i tecnici che dovevano girare alcune scene del film che si sta realizzando per celebrare l’ottantesimo anniversario della prima esplorazione dell’abisso.

E’ stata una grande emozione, ritrovarsi da solo al centro del baratro immerso in un silenzio irreale, rotto solo dal frusciare della corda alla quale ero appeso.

 

 
Spedizione del luglio 1964: discesa del p131 - foto©splugadellapreta.it  

Quarantuno anni fa, era il 13 luglio 1964, ero anche allora al centro della voragine, in compagnia di Enzo, seduti su di un asse rettangolare legata ad un robusto cavo di acciaio che, azionato da un verricello a motore, ci calava lentamente verso il fondo del pozzo 131. Eravamo gli ultimi componenti la squadra di profondità della spedizione organizzata dalla Società Amici della Natura di Verona.

In quei pochi minuti che è durata la discesa e la risalita dal pozzo, ho rivissuto in rapida sequenza gli attimi più importanti di quella spedizione:
- la grande quantità di materiali necessaria a quei tempi per l’esplorazione della voragine
- Sala Spugne dove, io-Enzo-Ernestina e Tilio, dovemmo pernottare tre notti per problemi nella progressione dei sacchi contenenti i materiali in prossimità della strettoia denominata “triangolo”
- Sala Paradiso dove venne allestito il campo base interno
- la famosa fessura 90
- la tragedia di Marisa

e tutti gli amici di allora con i quali condivisi gioie e dolori legati all’organizzazione della spedizione: Marisa, Ernestina, Adriana, Gigi Castellani, Gigi Borin, Fiorenzo, Enzo, Tilio, Ilario, Ciuffo, Bruno Barbieri, Renato e tanti altri.

Ringrazio vivamente Francesco Sauro e Alessandro Anderloni, tenaci realizzatori del progetto del film, e tutti gli speleo che domenica 19 giugno erano presenti attorno all’ingresso della Preta e che hanno permesso la mia calata nel pozzo, ributtandomi indietro nel tempo a quando avevo 24 anni e, assieme agli altri amici della SAN, mi stavo immergendo nella mitica Spluga della Preta.

Bruno Pellegrini

 

Bruno nel lontano 1964 in profondità nell'abisso ... e il suo ritorno dopo 41 anni - foto © splugadellapreta.it

 

 

   
 

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