Schiena contro schiena, vigili ad ogni asperità
della parete per guidarsi coi piedi e impedire alla corda di girare, questi
due scendono lentamente, sussultando ad ogni balzo della corda che diviene
a mano a mano di una esasperante elasticità; dopo una trentina
di metri la fioca luce penetrante dall’esterno fa intravedere la
visione... riposante del fondo, un centinaio di metri più sotto,
molto più ampio di quanto l’alone della lampada non aveva
permesso di vedere nel primo sondaggio. S.U.C.A.I. Verona, Stegagno G. 1927 – L’abisso più profondo del mondo finora esplorato. L’esplorazione della Spluga della Preta. Le Grotte d’Italia, n. 1, 2, 1927. |
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